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mercoledì, maggio 17, 2006

Sul mito e la mitologia - I

Ricordando i versi di Dante che ispirano questo blog, mi ritrovo a rileggere un passo delle Metamorfosi di Ovidio in cui, parlando della creazione dell'uomo, scrive:
(il testo è tratto da "Le Metamorfosi" Publio Ovidio Nasone, ed. Einaudi)

"mentre gli altri animali stanno curvi e guardano il suolo, all'uomo egli dette un viso rivolto verso l'alto, e ordinò che vedesse il cielo e che fissasse, eretto, il firmamento. Così, quella terra che fino a poco prima era grezza e informe, subì una trasformazione e assunse figure mai viste di uomini"
(pag. 9)
La nascita dell'uomo, secondo alcuni miti, è avvenuta grazie a Prometeo che, plasmando dalla creta delle statue con sembianze umane, infuse in esse la vita (ricorda per certi aspetti il mito ebraico del Golem).
Poco più in là nel testo, Deucalione (figlio di Prometeo) e Pirra si ritrovano, soli esemplari del genere umano, sopravvissuti al diluvio universale per volere di Zeus. Con che pathos Deucalione si rivolge a Pirra dicendo:

"Oh se avessi la dote di mio padre, di plasmare della terra e infondervi la vita, e potessi rifare i popoli! Ora il genere umano è ridotto a noi due, così è parso agli dei, e noi siamo gli ultimi esemplari."
(pag 23)
Il "sic visum superis" rappresenta una rassegnazione dignitosa nei confronti del destino. E' quella fierezza che l'uomo deve avere nell'affrontare le prove che la vita gli presenta. Sembra quasi evocare il passo di Leopardi della Ginestra:

E piegherai
Sotto il fascio mortal non renitente
Il tuo capo innocente:
Ma non piegato insino allora indarno
Codardamente supplicando innanzi
Al futuro oppressor; ma non eretto
Con forsennato orgoglio inver le stelle,
Né sul deserto, dove
E la sede e i natali
Non per voler ma per fortuna avesti;
L'uomo, conscio della sua condizione di sofferenza non può che accettare questa verità con fiera rassegnazione.
L'uomo che Ovidio rappresenta nella sua opera, non importa se mortale o divino, è sorretto da passioni, da sentimenti che, spesso, lo portano a scontrarsi con i tabù, con la convenzione.
La metamorfosi, atto della trasformazione in qualcosa di diverso da sè, sembra un comportamento in uso anche ai giorni nostri dove, il continuo cambiamento, il seguire sempre nuove mode, in alcuni casi scade nell'omologazione, portando alla perdita di una parte di se stessi.





martedì, maggio 16, 2006

I motivi di un titolo

Il titolo del blog nasce dal canto XXVI della Divina Commedia in cui Dante e Virgilio incontrano Ulisse e Diomede.

I due viaggiatori si trovano nella bolgia dei consiglieri fraudolenti. Ulisse, infatti, aveva spinto i suoi "frati" a spingersi oltre le colonne d'Ercole (l'attuale stretto di Gibilterra) che gli antichi consideravano la fine del mondo, ed incitandoli con le seguenti parole:

"O frati", dissi, "che per cento milia
perigli siete giunti a l'occidente,
a questa tanto picciola vigilia

d'i nostri sensi ch'è del rimanente
non vogliate negar l'esperïenza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza".
(Inf. XXVI vv. 112-120)

li spronava ad andare avanti, oltre l'ignoto. L'imbarcazione procede il suo viaggio, oltre i confini del mondo conosciuto, sino ad avvicinarsi alla montagna del Purgatorio. La gioia dura poco perchè dalla montagna un turbine di vento investe la nave che sprofonda nell'oceano.
Ulisse crede fermamente nell'uso della ragione e la sua è, più in generale, una tensione verso l'infinito che accomuna tutti noi uomini.
Il blog nasce dalla convinzione che la nostra Umanità abbia come fulcro la Ricerca. Nelle righe che scriverò cercherò di mettere insieme parole (in generale immagini) che mi permetteranno di delineare il viaggio di un uomo che forse non differisce, nella rovinosità, da quello di Ulisse.
L'itinerarium mentis ad Deum di cui Singleton parlava leggendo la Divina Commedia si riferisce al viaggio di ogni uomo verso qualcosa di inconoscibile a cui diamo il nome di Dio, quella luce splendente, come ci suggerisce l'etimologia, che noi filtriamo con diverse "lenti colorate" dandole nomi ed attributi differenti.
Il blog non ha assolutamente scopi gnoseologici ma è un puro raccoglitore di idee ed appunti di viaggio. Si parlerà poco dell'inconoscibile e molto delle opere letterarie che elevano l'animo dell'uomo dalla condizione di "bruti".