martedì, maggio 16, 2006

I motivi di un titolo

Il titolo del blog nasce dal canto XXVI della Divina Commedia in cui Dante e Virgilio incontrano Ulisse e Diomede.

I due viaggiatori si trovano nella bolgia dei consiglieri fraudolenti. Ulisse, infatti, aveva spinto i suoi "frati" a spingersi oltre le colonne d'Ercole (l'attuale stretto di Gibilterra) che gli antichi consideravano la fine del mondo, ed incitandoli con le seguenti parole:

"O frati", dissi, "che per cento milia
perigli siete giunti a l'occidente,
a questa tanto picciola vigilia

d'i nostri sensi ch'è del rimanente
non vogliate negar l'esperïenza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza".
(Inf. XXVI vv. 112-120)

li spronava ad andare avanti, oltre l'ignoto. L'imbarcazione procede il suo viaggio, oltre i confini del mondo conosciuto, sino ad avvicinarsi alla montagna del Purgatorio. La gioia dura poco perchè dalla montagna un turbine di vento investe la nave che sprofonda nell'oceano.
Ulisse crede fermamente nell'uso della ragione e la sua è, più in generale, una tensione verso l'infinito che accomuna tutti noi uomini.
Il blog nasce dalla convinzione che la nostra Umanità abbia come fulcro la Ricerca. Nelle righe che scriverò cercherò di mettere insieme parole (in generale immagini) che mi permetteranno di delineare il viaggio di un uomo che forse non differisce, nella rovinosità, da quello di Ulisse.
L'itinerarium mentis ad Deum di cui Singleton parlava leggendo la Divina Commedia si riferisce al viaggio di ogni uomo verso qualcosa di inconoscibile a cui diamo il nome di Dio, quella luce splendente, come ci suggerisce l'etimologia, che noi filtriamo con diverse "lenti colorate" dandole nomi ed attributi differenti.
Il blog non ha assolutamente scopi gnoseologici ma è un puro raccoglitore di idee ed appunti di viaggio. Si parlerà poco dell'inconoscibile e molto delle opere letterarie che elevano l'animo dell'uomo dalla condizione di "bruti".

2 commenti:

Anonimo ha detto...

bel sito..complimenti

iopiop ha detto...

E' la visione romantica. Ulisse è un "peccatore linguoso". Non credo sia possibile isolare la sua "orazion picciola" da quanto precede, per esempio l'immagine delle lucciole. Il fatto è che nel 1993 dei ricercatori italiani hanno scoperto la base neurologica dell'invidia e questa scoperta, alla luce delle precisazioni di René Girard sulla vicenda ebraico-cristiana, rimette al suo posto tutta la dimensione teologica della Commedia, che i romantici tendono a trascurare. Sono proprio i bruti a provare vergogna di essere tali, e Ulisse lo sa. Basta vedere in che punto dell'Inferno si trova, chi viene prima, chi viene dopo.

Ciao, N.